Raid aereo sul paese delle farfalle
non saper dire addio porta alla perdita di parti molto importanti del corpo, come le braccia o le orecchie. vorrei essere lontano a volte, come se esistessero luoghi in cui alla mente non arrivano timori di conoscere troppo e di non sapere nulla. (blog di poesie)
la quattordicesima ora dell'anatroccolo
La quiete
Marlene Kuntz
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Perturbazione
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Valentina dorme
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Quando creo maschere,
quell’idea di follia
scivola contro la gravità
persa in me.
Simmetrie introdurrò,
anche se non so più
spartire il tempo in tre
poco male:fuggirò.
Come in un altare in cui millantare
l’inattesa luce del mio salvatore
impavido e patetico.
Convogliando luce nell’unico foro
in cui riusciremmo ad avere ristoro
scorgerò la realtà.
E (baluginando) una rosa di miele
fiorirà nel buio vincendo il mio bene
assorto e carico.
Distante da qualsiasi telefono non avvertirò mai nessuno
lontano dalla mia irruenza volto le spalle al domani
e mi ritrovo nuovo in un desolato istante a giocare con un filo rosso.
La strada che va in città è lunga e miete le vittime
che con ardore e convinzione vomitavano loro stessi
perdendo la semplicità che fino ad allora era stata al loro fianco.
Ne sentivo le urla e non osavo voltarmi verso quella Euridice
che man mano perdeva il senso e si posava dentro me
E più la strada proseguiva più ne alleggerivo il peso.
Paziente,sorridente,tremante reputavo tutto lontano dalla realtà
lontano dalla corruzione dell'essere fino in fondo a Natalia
Salve.
io sono Sergio e questo è un blog di poesie.
Non trovo più la necessità di sognare
o almeno non voglio oggi
che ho cambiato tutte le lampadine
e il soffitto sembra vuoto
e senza immaginazione.
Provo a contare i grani di polvere
che fluttuano in un trapezio di sole
sfuggito alla serranda socchiusa
a filtrare le mie fantasie
perché non si vedano intere all’esterno.
Il letto non è mai stato così morbido
e sprofondare nelle mie paure
non è mai stato così torbido
forse perché la leggerezza di ciò che penso
assorbe e rigetta ciò che temo.
Oggi non c’è tempo per pensare
se è la tempesta che precede la quiete
o viceversa e così all’infinito
oggi c’è solo il tempo di lubrificare
le molle dei miei pensieri.
Amore di sabbia
Una montagna languiva dominando l’erba secca
E si lamentava della sua solitudine
E della sua verginità nonostante
Avesse da poco compiuto i trentamila anni
Finché un giorno una carrozza la solcò
E con le sue ruote rinforzate la solleticò
Dapprima con leggerezza,poi con eccitazione
E la montagna eiaculò
La carrozza passava ogni giorno
E ogni giorno faceva l’ amore con la montagna
Che eiaculando perdeva frammenti di roccia
E uccideva l’erba secca.
Per secoli la carrozza soddisfò la montagna
Ma più facevano l’amore più la montagna
Si sgretolava e si rimpiccioliva
Fino a quando la montagna divenne sabbia
E la sabbia inghiottì la carrozza.