Raid aereo sul paese delle farfalle

non saper dire addio porta alla perdita di parti molto importanti del corpo, come le braccia o le orecchie. vorrei essere lontano a volte, come se esistessero luoghi in cui alla mente non arrivano timori di conoscere troppo e di non sapere nulla. (blog di poesie)

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settembre 2004

 

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mercoledì, 15 settembre 2004

 

Quando creo maschere,

quell’idea di follia

scivola contro la gravità

persa in me.

 

Simmetrie introdurrò,

anche se non so più

spartire il tempo in tre

poco male:fuggirò.

 

Come in un altare in cui millantare

l’inattesa luce del mio salvatore

impavido e patetico.

 

Convogliando luce nell’unico foro

in cui riusciremmo ad avere ristoro

scorgerò la realtà.

 

E (baluginando) una rosa di miele

fiorirà nel buio vincendo il mio bene

assorto e carico.

Postato da: SugarKane a 19:33 | link | commenti |

venerdì, 10 settembre 2004

 

 

Per Natalia

 

 

 

Distante da qualsiasi telefono non avvertirò mai nessuno

lontano dalla mia irruenza volto le spalle al domani

e mi ritrovo nuovo in un desolato istante a giocare con un filo rosso.

 

La strada che va in città è lunga e miete le vittime

che con ardore e convinzione vomitavano loro stessi

perdendo la semplicità che fino ad allora era stata al loro fianco.

 

Ne sentivo le urla e non osavo voltarmi verso quella Euridice

che man mano perdeva il senso e  si posava dentro me

E più la strada proseguiva più ne alleggerivo il peso.

 

Paziente,sorridente,tremante reputavo tutto lontano dalla realtà

lontano dalla corruzione dell'essere fino in fondo a Natalia

e riuscii alla fine a gioire nel guardare fuori e gioire della pioggia.

Postato da: SugarKane a 20:27 | link | commenti (1) |

giovedì, 09 settembre 2004

Salve.

io sono Sergio e questo è un blog di poesie.

Postato da: SugarKane a 18:52 | link | commenti (3) |

Cristina lubrifica le molle

 

 

 

 

Non trovo più la necessità di sognare

o almeno non voglio oggi

che ho cambiato tutte le lampadine

e il soffitto sembra vuoto

e senza immaginazione.

 

Provo a contare i grani di polvere

che fluttuano in un trapezio di sole

sfuggito alla serranda socchiusa

a filtrare le mie fantasie

perché non si vedano intere all’esterno.

 

Il letto non è mai stato così morbido

e sprofondare nelle mie paure

non è mai stato così torbido

forse perché la leggerezza di ciò che penso

assorbe e rigetta ciò che temo.

 

Oggi non c’è tempo per pensare

se è la tempesta che precede la quiete

o viceversa e così all’infinito

oggi c’è solo il tempo di lubrificare

le molle dei miei pensieri.

Postato da: SugarKane a 18:51 | link | commenti |

mercoledì, 08 settembre 2004

Amore di sabbia

 

 

 

 

 

Una montagna languiva dominando l’erba secca

E si lamentava della sua solitudine

E della sua verginità nonostante

Avesse da poco compiuto i trentamila anni

 

Finché un giorno una carrozza la solcò

E con le sue ruote rinforzate la solleticò

Dapprima con leggerezza,poi con eccitazione

E la montagna eiaculò

 

La carrozza passava ogni giorno

E ogni giorno faceva l’ amore con la montagna

Che eiaculando perdeva frammenti di roccia

E uccideva l’erba secca.

 

Per secoli la carrozza soddisfò la montagna

Ma più facevano l’amore più la montagna

Si sgretolava e si rimpiccioliva

Fino a quando la montagna divenne sabbia

 

E la sabbia inghiottì la  carrozza.

Postato da: SugarKane a 18:16 | link | commenti (3) |